Corrente elettrica: le nuove tariffe premiano le pompe di calore

1 gennaio 2018: cambia la bolletta dell’energia elettrica!

Le nuove tariffe della corrente elettrica porteranno molti cambiamenti nei consumi energetici delle case italiane: dal primo gennaio 2018 spariranno i tradizionali consumi “a scaglione” risalenti agli anni Settanta e entrerà in vigore la “fascia unica”, più favorevole ai consumi elettrici rispetto ad altri consumi energetici e soprattutto favorevole all’utilizzo delle pompe di calore.

Tra pochi mesi esisterà quindi un’unica tariffa TD valida per tutti gli utenti domestici e nella bolletta elettrica non ci saranno più fasce di consumo.

I vantaggi della nuova tariffa dell’energia elettrica.

1. Efficienza energetica

Con una tariffa elettrica piatta verranno finalmente incentivati i miglioramenti in termini di efficienza energetica, oltre alle fonti rinnovabili. Il vettore elettrico è infatti quello più compatibile e integrabile con le fonti rinnovabili.

La riforma della tariffa consentirà di liberare il potenziale di installazione di apparecchiature elettriche efficienti (come ad es. pompe di calore, auto elettriche o piastre a induzione), fino a oggi frenate dagli eccessivi costi di utilizzo per la progressività della tariffa, consumi elettrici che potranno essere sostitutivi di quelli di altri vettori energetici (gas, gpl o altro), per loro natura “non rinnovabili”, portando anche a un risparmio complessivo oltre che ad una riduzione dell’inquinamento nei centri urbani.

Infatti chi, ad  esempio, per riscaldare la propria abitazione voleva utilizzare un’efficiente pompa di calore veniva penalizzato dalle più alte tariffe progressive.  Con la riforma, e quindi con una più stretta aderenza ai reali costi, potrà più liberamente scegliere se utilizzare la pompa di calore ad altissima efficienza senza essere penalizzato, magari risparmiando se, guardando all’intero bilancio energetico della famiglia, potrà utilizzarla per sostituire agli apparecchi a gas.

(fonte Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico)

2. Equità

Fino a oggi si è sempre “premiato” chi consumava meno, pensando in questo modo di favorire i meno abbienti e di far pagare i nuclei familiari più agiati. Questa falsa credenza era supportata dalla correlazione maggior consumi = maggiore disponibilità economica.

Ma, come spiega Assoclima, non è così:

Un lavoratore che vive solo oppure una coppia di lavoratori senza figli passa la maggior parte della propria giornata fuori casa. Se possiede un impianto di riscaldamento autonomo lo userà molto poco durante il giorno, con conseguente bolletta energetica molto bassa. Una persona anziana o un malato che invece passano molto tempo in casa dovranno tenere acceso il riscaldamento tutto il giorno, con conseguente aggravio dei costi in bolletta. Se seguiamo il ragionamento secondo il quale chi è più ricco consuma di più allora dovrebbe essere proprio quest’ultima categoria di consumatori a essere più ricca, perché ha sicuramente consumi maggiori.

Ovviamente non è così, anzi, chi è costretto in casa durante il giorno paga anche per la bolletta “leggera” del giovane lavoratore che consuma poco. Lo stesso discorso vale per le famiglie numerose, penalizzate dalla progressività tariffaria e dai sussidi incrociati. La riforma tariffaria cerca di mettere fine a questa distorsione, rimuovendo i sussidi incrociati e promuovendo allo stesso tempo l’efficienza energetica, danneggiata dalla struttura progressiva delle tariffe elettriche” (fonte Assoclima)

3. Facilità di comparazione delle offerte

Semplificando le tariffe, sarà più facile comparare le offerte sul mercato elettrico. A regime infatti l’eliminazione delle tariffe differenziate per scaglioni di consumo renderà più immediato il confronto, con costi espressi in modo più omogeneo, permettendo anche una maggiore comparabilità delle diverse offerte e una maggiore consapevolezza dei propri consumi.