Aria di casa: ti sei mai preoccupato di pulirla?

Pulizie domestiche: “Ma ti sei mai preoccupato di pulire l’aria di casa?

Pulire l'aria di casa è importanteSei certo della salubrità dell’aria che respiri?

L’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è peggiore di quello che troviamo all’esterno, perché somma l’inquinamento atmosferico esterno con alcune problematiche insite negli ambienti interni.

Tutti noi ci preoccupiamo di pulire i pavimenti e i rivestimenti, di detergere gli arredi, di lavare tessuti e tappezzeria, ma poche persone prestano attenzione alla pulizia dell’aria all’interno della propria casa e al mantenimento della sua salubrità nel tempo.

Che cosa può “sporcare” l’aria di casa nostra?

La condizione dell’aria può essere influenzata da contaminanti come funghi e batteri, da particelle sospese ad esempio fumi e polveri, da gas di vario genere tipo monossido di carbonio, radon e in generale composti organici volatili, come muffe, spore acari, endotossine, pollini e parassiti.

Sono molteplici gli elementi inquinanti nelle nostre case:

Monossido di carbonio

Fumo di tabacco, fumo di legna

Composti organici volatili (COV)

Amianto

Fibre di lana sintetiche (lana di roccia e lana di vetro)

Antiparassitari (usati per zanzare ed altri insetti)

Ossidi di zolfo e di azoto

Ozono (emesso da alcuni tipi di stampanti laser e fotocopiatrici)

Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)

Quanto conta la climatizzazione per la qualità dell’aria indoor?

Temperature troppo alte o troppe fredde rispetto al clima esterno, umidità eccessiva o al contrario secchezza dell’aria troppo accentuata sono elementi determinanti per giudicare la qualità dell’aria di casa.

Le alte temperature e un’eccessiva umidità possono facilitare la formazione di muffe, causando danni strutturali agli edifici e agli abitanti; una casa troppo secca, al contrario, può aumentare il rischio di malattie come raffreddore e secchezza della pelle, oltre che causare danni a materiali come il legno dei mobili.

Come puoi mantenere pulita l’aria?

Fai controllare l’impianto di aerazione/ventilazione in modo che ci sia un ricambio d’aria adeguato, una climatizzazione e una percentuale di umidità conforme alla stagione e l’assenza di ristagni d’acqua che favoriscono la formazione di batteri pericolosi come la Legionella.

Fai attenzione inoltre alla cosiddetta “Febbre degli umidificatori”, causata dalla presenza negli impianti di condizionamento d’aria di microrganismi, le cui tossine come ad esempio il Bacillus subtilis provocano una tipica sintomatologia influenzale.

Il Ministero della Salute individua gli impianti di condizionamento tra i principali responsabili della qualità dell’aria per l’emissione di anidride carbonica e di sostanze volatili (CO2 e COV) soprattutto in caso di scarso numero di ricambi orari o eccesso di riciclo.

Quanti italiani hanno un’aria di casa pulita?

Secondo un nuovo studio da parte di una nota azienda di gestione della climatizzazione degli edifici quasi il 30% degli italiani (un italiano su tre), pari a 17 milioni di individui, vive in case troppo umide o troppo secche, con conseguenti problematiche più o meno gravi relative a respirazione, dolori cronici, dolori articolari, asma e allergie, reazioni cutanee, cattiva qualità del sonno (peggiori di noi solo gli spagnoli, con quasi il 35% su una media europea del 22%, in cui vede i più virtuosi i paesi nordici e nello specifico gli olandesi con solo il 10% di case non adeguatamente climatizzate).

Pensa ai tuoi bambini e alle persone anziane a te vicine!

I soggetti più a rischio, sappiamo, sono gli anziani e i bambini, oltre a persone affette da asma e allergie o che soffrono di malattie cardiache e polmonari.

Oltre ad alcuni accorgimenti quotidiani come l’areazione degli ambienti, il mantenimento di temperature e livelli di umidità adeguati alla stagione, l’eliminazione di materiali, tappezzeria e arredi che rilasciano sostanze nocive e la sostituzione di prodotti per la pulizia della casa troppo aggressivi, è fondamentale la manutenzione stagionale, ordinaria e straordinaria, dell’impianto di climatizzazione e areazione, da far eseguire rigorosamente da tecnici professionisti.

L’impianto è una macchina e tutte le macchine necessitano di un tagliando per garantire sicurezza ed efficienza.

Chiamaci subito per fare un controllo della tua aria di casa e trovare la soluzione giusta per le tue esigenze.

Da maggio novità importanti per gli impianti

Manutenzione controllo efficienza energeticaDa maggio 2018 in Friuli Venezia Giulia sono state introdotte importanti novità legate al nuovo catasto regionale e alle nuove tariffe per i contributi a carico degli utenti per il controllo e la manutenzione degli impianti termici.

La provincia di Pordenone ha istituito un catasto digitale di tutti gli impianti termici esistenti sul territorio, assegnando a Ucit, società controllata dalla Regione FVG,  il compito di rilevare tutti gli impianti non segnalati e non rispettosi delle norme, ai cui responsabili verranno applicate le sanzioni previste dalla normativa.

Il responsabile di impianto entro 120 giorni  deve  comunicare all’ente l’ubicazione e le principali caratteristiche degli impianti di proprietà o dai medesimi gestiti nonché le eventuali successive modifiche significative; le stesse norme prevedono anche la comunicazione all’autorità competente entro il 31 dicembre di ogni anno delle utenze rifornite dalle società distributrici di combustibili per gli impianti termici, (D.Lgs. 192/2005 art. 9) comma 3) lett. b) .

Analoga comunicazione va fatta anche in caso di impianti termici disattivati. Il responsabile dell’impianto termico disattivato deve compilare la dichiarazione di disattivazione allegata e trasmetterla alla Regione unitamente alla copia del documento d’identità del dichiarante entro 30 gg dalla data di disattivazione.

Sul libretto di impianto/centrale è necessario riportare la data di disattivazione dell’impianto, il nominativo di chi lo ha disattivato e la modalità di disattivazione utilizzata. La disattivazione deve essere effettuata esclusivamente da manutentori abilitati ed eseguita in modo tale da non consentire in alcun modo l’utilizzo dell’impianto.

Dal 2 maggio scatta l’obbligo per il manutentore di trasmettere in via telematica il Rapporto di controllo di efficienza energetica (RCEE) entro il termine massimo di 45 giorni dalla data di manutenzione e analisi.

In precedenza l’invio dell’informativa veniva fatta in modalità cartacea e era a carico del responsabile o del proprietario dell’impianto, con la nuova normativa l’invio si esegue solo digitalmente ed è carico del manutentore.

La Da Re ha anticipato gli obblighi di legge e già da un anno si preoccupa di trasmettere i dati RCEE per conto dei propri clienti. I termini per le verifiche di efficienza energetica sono fissati entro e non oltre il mese dell’anno di scadenza.

Il controllo di efficienza energetica dell’impianto, compresa la redazione del rapporto di controllo, è obbligatorio e deve essere eseguito in occasione delle operazioni di manutenzione.

Cadenza minima dei controlli: i termini per le verifiche di efficienza energetica sono fissati entro e non oltre il mese dell’anno di scadenza. Il controllo di efficienza energetica su impianti <35kw (impianti domestici) alimentati a combustibile liquido o solido (gasolio, pellet, legna) deve essere effettuato ogni due anni mentre per quelli alimentati a gas (metano o gpl) ogni quattro anni.

Diversi i termini per impianti industriali i cui controlli variano a seconda della portata e del combustibile (ogni 2 o 4 anni).

Per quanto riguarda l’introduzione delle nuove tariffe ricordiamo che la variazione è legata alla potenza degli impianti termici  e che sono previste tariffe suddivise per scaglioni  a partire dagli impianti inferiori ai 35 kw, a quelli compresi tra i 35 e i 350 kw e a quelli superiori ai 350 kw.

E’ prevista una riduzione del contributo  a partire dal secondo generatore, avente potenza superiore ai 35 kW, installato dove già insiste un generatore sopra i 35 kW. Il contributo ridotto non può essere attribuito al generatore avente la potenza termica al focolare maggiore, cui compete il contributo intero.

Fonte Ucit e sito della Regione FVG