F-Gas secondo il Regolamento Europeo

Dal 24 gennaio 2019 è entrato in vigore il D.P.R. n. 146 del 16/11/18, che attua il Regolamento europeo n. 517/14 sui gas fluorati ad effetto serra (F-Gas).

Il nuovo decreto prevede alcune novità, fra le quali:

  1. La predisposizione di una Banca Dati Telematica per la raccolta dei dati relativi alle quantità di F-Gas vendute ed utilizzate dagli Operatori al fine di garantirne una maggiore tracciabilità.
    A questa Banca Dati, gestita dalle Camere di Commercio, sia le persone che le  imprese certificate dovranno comunicare – entro 30 giorni dall’intervento e per via telematica – le informazioni su installazioni, manutenzioni e smantellamento degli impianti contenenti F-gas effettuate. Con la creazione del database telematico scompariranno il Registro dell’apparecchiatura (cartaceo) e il portale Ispra per la comunicazione annuale, entro il 31 maggio di ogni anno, delle emissioni di F-Gas in atmosfera.
  2.  Qualificazione entro 8 mesi dall’entrata in vigore del D.P.R. di persone fisiche ed imprese che, alla data del 24/01/19, risultano già iscritte al Registro Telematico Nazionale. Il mancato rispetto di tale termine comporta la decadenza dell’iscrizione a Registro (previa notifica). Il termine degli 8 mesi per la qualificazione varrà anche per persone ed imprese che si iscriveranno da oggi in poi.

Conto Termico: tantissimi vantaggi e riscossione degli incentivi in una rata unica dopo 2 mesi. Perché non pensarci?

I vantaggi del Conto TermicoIl Conto Termico è una formula di incentivazione per migliorare l’efficienza energetica degli edifici poco utilizzata rispetto alle detrazioni Irpef, per quale motivo?

La maggior parte delle persone non lo conosce oppure lo ritiene di difficile gestione e su questo ultimo punto non si può dare torto: l’iter normativo per l’ottenimento dell’incentivo non è di comprensione immediata, anche se è stato semplificato a partire dal 2016.

 

Al di là di alcune complicanze burocratiche questa forma di incentivazione ha numerosi vantaggi:

  • Recupero in tempi molto brevi di parte della spesa sostenuta per migliorare l’efficienza energetica: circa due mesi a fronte della rateizzazione in dieci anni delle detrazioni Irpef.
  • Incentivi erogati in rata unica per gli importi fino a cinquemila euro.
  • Iter semplificato per gli apparecchi di piccola taglia come i generatori fino a 35 kW e per i sistemi solari fino a 50 mq.

Chi può beneficiare del Conto Termico?

  • Pubbliche amministrazioni
  • Imprese
  • Privati

I tre soggetti potranno accedere a un fondo di novecento milioni di euro annui, di cui duecento destinati alla Pubblica amministrazione

Quali sono gli incentivi previsti?

  • Fino al 65% per la sostituzione dei vecchi impianti con pompe di calore, caldaie a biomasse, sistemi ibridi, solare termico
  • Fino al 65% per demolizione e costruzione edifici ad alta efficienza energetica, i cosiddetti edifici a “energia quasi zero”.
  • Fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione infissi in caso di abbinamento a nuovo impianto come la caldaia a condensazione, la pompa di calore o il solare termico
  • Fino al 40% per la sostituzione di caldaie tradizionali con caldaie a condensazione

Come avviare la pratica? Possiamo farlo noi per te!

I soggetti privati possono fare richiesta diretta attraverso il portale GSE (https://applicazioni.gse.it/GWA_UI/) oppure fare richiesta tramite una ESCO (Energy Service Company)in possesso di certificazione ai sensi della norma UNI CEI 11352.

Se non vuoi occuparti personalmente della pratica possiamo seguire noi tutto l’iter al posto tuo!

Le ESCO possono richiedere gli incentivi, in qualità di Soggetto Responsabile in relazione a tutti gli interventi di cui all’art. 4 del D.M. 16 febbraio 2016, in ragione della stipula di un contratto di prestazione/servizio energetico con un soggetto privato o di un contratto di rendimento energetico con una Amministrazione pubblica.

Cosa possiamo fare noi di Da Re?

In maniera totalmente gratuita possiamo prendere in esame le tue esigenze e consigliarti sul tipo di incentivo più adatto alla tua situazione. Se il Conto Termico è una formula vantaggiosa per te possiamo seguire la pratica in ogni sua fase al posto tuo, sollevandoti dall’impegno burocratico.

Se vuoi saperne di più chiamaci allo 0434 573456 o scrivi una mail a info@daresrl.it.

 

Ecobonus 2019, aliquote confermate

Eco-bonus 2019 confermato alle stesse condizioni dell’anno in corso: il timore di diminuzioni delle aliquote di detrazione è stato fugato dal disegno di legge di Bilancio presentato alla Camera e prevede il mantenimento delle condizioni vigenti, facendo tirare un sospiro di sollievo a cittadini e imprese.

 

Cosa rimane confermato? Tutto o quasi

 

Le aliquote differenziate al 50% non subiranno variazione per la sostituzione di impianti di climatizzazione con caldaie a condensazione senza contabilizzatori di calore o a pellet. Unico cambiamento: verranno esclusi gli impianti a microgenerazione.

 

L’aliquota più alta, quella del 65%, rimane per:

 

– pompe di calore,

– sistemi di building automation,

– collettori solari per produzione di acqua calda,

– scaldacqua a pompa di calore,

– generatori ibridi (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro).

 

Come sfruttare al meglio le detrazioni a disposizione per questi ultimi mesi dell’anno e per il 2019?

Una ipotesi da considerare primaria è sicuramente la pompa di calore, per la sua flessibilità e soprattutto per la grande convenienza, oltre che per la riduzione dell’inquinamento.

Noi di Da Re possiamo darvi una panoramica completa sia sulla tecnologia pompe di calore sia nella scelta delle opzioni migliori per sfruttare al massimo le detrazioni fiscali.

 

Batterio Legionella: torri di raffreddamento sotto accusa.

La legionella è una delle emergenze sanitarie più scottanti e attuali, specialmente nelle ultime settimane, dopo che un’epidemia ha colpito gli abitanti di Brescia causando cinque morti e diversi ricoveri per polmonite.

Veicoli di diffusione del pericoloso batterio le torri di raffreddamento di tre aziende nel bresciano che probabilmente non sono state adeguatamente controllate e sanificate.

Linee guida manutenzione torri di raffreddamento

Lo spiega chiaramente Gianfranco Garusi di Sanipur, specialista del settore: “In Italia semplicemente non si sanifica perché non si sa di doverlo fare. Non esiste una cultura della prevenzione alla legionellosi, sebbene il batterio che la causa sia praticamente onnipresente nell’acqua. Servono interventi periodici, al massimo ogni una o due settimane”

Garusi inoltre aggiunge che la sanificazione delle torri di raffreddamento “è un’operazione più semplice di quanto si pensi e con dei costi per le realtà produttive decisamente contenuti”.

(fonte Giornale di Brescia 30 settembre 2018)

Un altro esperto, Carlo Mapelli, docente di Siderurgia al Politecnico di Milano, scagiona le torri di raffreddamento come causa della formazione del batterio, imputando di essere solo il veicolo, mentre l’origine della contaminazione deriverebbe dalla fonte, quindi dal fiume Chiese o da qualche falda.

(fonte Brescia Today )

Al di là dei presunti colpevoli resta un fatto certo: la nebulizzazione e la diffusione del batterio nell’aria è legata alle torri di raffreddamento e un corretto monitoraggio e manutenzione avrebbero evitato l’epidemia e la morte di cinque persone.

Come è noto la legionella, come molti altri batteri, si diffonde per via aerea e si forma dove l’acqua rimane stagnante, ad esempio  la condensa che si forma sui fan coil e sulle unità interne degli split, come spiegato in un nostro precedente articolo sulla legionella.

Cosa dicono le linee guida?

Le linee guida dettate dalla nostra regione Friuli Venezia Giulia raccomandano:

  • di pulire e disinfettare regolarmente almeno due volte l’anno le torri di raffreddamento ed i condensatori evaporativi delle unità di condizionamento dell’aria;
  • svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo dell’acqua calda almeno due volte all’anno e ripristinarne il funzionamento dopo accurato lavaggio;
  • disinfettare il circuito dell’acqua calda con cloro ad elevata concentrazione (cloro residuo libero pari a 50 ppm per un’ora o 20 ppm per due ore) o con altri metodi di comprovata efficacia dopo interventi sugli scambiatori di calore;
  • pulire e disinfettare tutti i filtri dell’acqua regolarmente ogni 1-3 mesi;
  • ispezionare mensilmente i serbatoi dell’acqua, le torri di raffreddamento e le tubature visibili. Accertarsi che tutte le coperture siano intatte e correttamente posizionate;

Molto importante è tenere sotto controllo i seguenti fattori di rischio:

  • la fonte di approvvigionamento dell’acqua dell’impianto;
  • i possibili punti di contaminazione dell’acqua all’interno dell’edificio;
  • le caratteristiche di normale funzionamento dell’impianto;
  • le condizioni di funzionamento non usuali, ma ragionevolmente prevedibili (es.: rotture);
  • le prese d’aria per gli edifici (che non dovrebbero essere situate vicino agli scarichi delle torri di raffreddamento).

L’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n.2 Bassa Friulana Isontina raccomanda di preparare, con l’ausilio di personale tecnico qualificato, un protocollo scritto per il controllo e la manutenzione degli impianti che specifichi gli interventi (fisici o chimici) da mettere in atto, le procedure di pulizia e disinfezione e la loro periodicità.

Per maggiori informazioni sui possibili trattamenti di disinfezione si rimanda all’accordo Stato-regioni del 4 aprile 2000, recante “Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi”, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2000, oppure alle “European guidelines for control and prevention of travel associated legionnaires disease” disponibili sul sito internet www.ewgli.org

(Fonte Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 2 Bassa Friulana Isontina )

Scopri Da Re Business, la divisione Da Re dedicata alle aziende, e chiedi informazioni per la manutenzione delle torri di raffreddamento.

Per una consulenza tecnica e un preventivo noi di Da Re siamo disponibili a rispondervi e sostenervi per ogni vostro dubbio o richiesta in merito, grazie a Da Re Business, la nostra specifica divisione dedicata alle aziende. Se vuoi contattare la nostra sezione business mandaci una mail oppure telefona al numero +39 0434 573456

Rinnovo certificazione Iso: la qualità è di casa.

Iso 9001 Da Re Pordenone

 

Da Re rinnova la UNI EN ISO 9001:2015 per la CONDUZIONE E MANUTENZIONE DI IMPIANTI TERMICI anche in qualità di TERZO RESPONSABILE.

Per noi la qualità è un elemento imprescindibile: entriamo nelle vostre case, uffici, negozi, magazzini, condomini,aziende e vogliamo farlo sempre nel modo migliore.

Da noi dipende il confort degli ambienti in cui vivete, la pulizia dell’aria che respirate, la sicurezza degli impianti e la loro durata nel tempo.

Siamo i vostri consulenti, vi aiutiamo a scegliere la soluzione giusta per le vostre esigenze, ci occupiamo della manutenzione ordinaria e straordinaria, siamo i custodi spesso invisibili di uno dei beni più preziosi: l’aria che respiriamo negli ambienti interni.

Tutto questo ci riempie di orgoglio ma soprattutto di responsabilità: chi ci sceglie si affida a noi perché sa di poter contare su una squadra di professionisti seri, formati, aggiornati su tecnologie e nuove normative.

La certificazione UNI EN ISO 9001:2015 è un’attestazione ufficiale che garantisce la nostra mission: eseguire ogni lavoro a regola d’arte, nel massimo rispetto delle normative, dei dispositivi di sicurezza, dell’efficienza e della qualità.

 

Certificazione Uni En Iso Da Re Pordenone

 

Scarica UNI EN ISO 9001:2015 nuovo certificato di conformità n. SGQ 085/18

L’unione fa la forza!

Da oggi le nostre due aziende Da Re e Cavasotto diventano un’unica realtà di servizi termotecnici destinati a privati, condomini e azienda.

Soddisfatti i proprietari e i dipendenti delle due società che insieme formeranno un gruppo tecnico e commerciale avanzato in grado di dare le migliori risposte ai bisogni di manutenzione impiantistica e efficienza energetica del territorio.

Efficienza energetica in azienda: tutti gli incentivi del 2018

Ecobonus e Super Ammortamento per un'azienda a risparmio energeticoInvestire sull’efficienza energetica in azienda è il modo più concreto per migliorare l’ambiente lavorativo, risparmiare soldi ed energia e recuperare buona parte dell’investimento, grazie a misure come Ecobonus 2018 e Super Ammortamento.

Ecobonus 2018 è un’agevolazione fiscale prevista anche per le aziende

Tale agevolazione, consiste in una detrazione dall’Ires se impresa o società, che lo Stato riconosce quando vengono eseguiti lavori per aumentare l’efficienza energetica degli edifici già esistenti.
Sono spese detraibili Ecobonus e quindi agevolabili quelle sostenute per ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento, per migliorare e mantenere il calore all’interno dell’edificio come ad esempio la pavimentazione, finestre e infissi o coibentazioni, oltre che l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, quindi meno spreco di energia, più risparmio e maggiore efficienza energetica.

La detrazione Ecobonus 65% spetta ai contribuenti titolari di impresa quindi con Partita IVA, che possiedono a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di interventi di risparmio energetico:

Persone fisiche: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini in merito agli interventi sulle parti comuni condominiali, gli inquilini che hanno in comodato d’uso l’immobile.

Titolari di partita iVA esercenti arti e professioni.

Contribuenti con redditi d’impresa: quindi persone fisiche, società di persone, società di capitali spetta detrazione Ecobonus sull’IRES.

Associazioni tra professionisti.

Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Tra gli interventi ammessi:

Sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia quindi anche per l’acquisto di pompe di calore ad alta efficienza e impianti a basso assorbimento di energia, e sostituzione dei vecchi scaldabagni con scaldacqua a pompa di calore.

La detrazione 65% spetta entro un massimo di spesa di 30 mila euro.

La detrazione per le spese di sostituzione o installazione caldaie a condensazione dal 1° gennaio 2018, varia così:

detrazione 65%: se si installa una caldaia a condensazione di classe A con contestuale istallazione di sistemi di termoregolazione evoluti;

detrazione 50% se si istalla una caldaia a condensazione di classe A;

detrazione 0%: se si istalla una caldaia di classe B.

Nell’Ecobonus sono ammesse inoltre le spese per eseguire gli interventi di risparmio energetico come ad esempio i costi per l’installazione dei pannelli solari, opere murarie, eventuali lavori di deviazione e allacciamenti, smontaggio e prestazioni professionali per la redazione della certificazione energetica indispensabile per far fruire al contribuente la detrazione spettante.

Super Ammortamento, cos’è e a quanto ammonta il finanziamento?

La deduzione fiscale per le PMI nota come Super Ammortamento – da non confondere con l’Iper Ammortamento, diverso sia per percentuali che per tipologia di acquisti da poter dedurre – è una delle misure previste dalla Legge di Stabilità 2018, per l’acquisto di beni strumentali.

Anche per il 2018 è prevista la proroga del 2017 per il Super Ammortamento, ma la percentuale deducibile è del 130%, novità di quest’anno, poiché fino allo scorso anno la percentuale era più alta, il 140%.

Il Super Ammortamento prevede la deduzione del 130% anche per impianti e attrezzature per il miglioramento dell’efficienza energetica.

Procedura per richiedere il Super Ammortamento

La procedura per richiedere le agevolazioni previste per il Super Ammortamento è semplice, poiché basta presentare un’autocertificazione.

Il diritto di godere effettivamente del beneficio fiscale matura quando si versa almeno il 20% del pagamento totale entro il 31 dicembre 2018; esiste la proroga fino al 30 giugno 2019, ma solo a patto che il 20% di cui prima sia stato versato comunque entro fine 2018.

Per beneficiarne bisogna essere iscritti al Registro delle Imprese

 

 

 

Gas fluorurati, scadenza importante il 31 maggio 2018

Gas Fluorurati scadenza entro il 31 maggio 2018Gas fluorurati, entro il 31 maggio 2018 il proprietario o responsabile dell’apparecchiatura o dell’impianto di refrigerazione, climatizzazione, pompa di calore, protezione antincendio deve inviare la dichiarazione sui gas fluorurati al Ministero dell’Ambiente accedendo al sito www.fgas.it

La normativa di riferimento è l’articolo 6, comma 1, D.P.R. n. 43/2012, riguarda tutti gli apparecchi contenenti 3 kg o più di gas fluorurati o 6 kg per apparecchi sigillati ermeticamente e come tali etichettati

Che tipo di impianti sono compresi nella normativa?

Refrigerazione, inclusi anche gli scambiatori di calore industriali;

condizionamento dell’aria;

pompe di calore;

sistemi di protezione antincendio.

Gas fluorurati, cosa sono?

I gas fluorurati o F-gas (HFC, PFC e SF6) sono sostanze chimiche artificiali usate in vari settori e applicazioni. Gli HFC costituiscono il gruppo più comune di gas fluorurati.

Che dati occorre comunicare?

– Dati identificativi

(operatore, persona di riferimento, sede di installazione);

– il numero e la tipologia di apparecchiature presenti e dati tecnici

(tipo di sostanza, carica circolante, quantità aggiunta nell’anno di riferimento, quantità recuperata/eliminata nell’anno di riferimento; motivo dell’intervento).

Olio combustibile fossile negli impianti termici civili

divieto di utilizzo di olio combustibile fossile negli impiantiOlio combustibile fossile negli impianti termici civili: vietato per legge, svantaggioso economicamente e dannoso per la salute.

Gli impianti termici civili alimentati a olio combustibile sono fuorilegge: da alcuni mesi, precisamente dall’1 settembre 2017, questa tipologia di alimentazione non è più permessa, secondo l’articolo 34, comma 52 della legge 221 del 2012, che contiene disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale.

L’olio combustibile fossile è economicamente svantaggioso.
L’olio combustibile fossile, a parità di valore energetico utile, ha un costo di esercizio superiore del 27% rispetto al gas metano, in aggiunta a maggiori costi di pulizia dei generatori di calore e costi aggiuntivi di energia elettrica per pre-riscaldare a 60 gradi l’olio combustibile fluido in modo da ottenere una corretta polverizzazione.

L’olio combustibile fossile è dannoso per la salute.
Da tenere in primo piano anche l’aspetto polveri sottili: La produzione di PM10 avviene principalmente dai processi di combustione dei motori diesel per autotrazione e dalla combustione degli impianti termici funzionanti con combustibili liquidi ad elevata catena C (olio combustibile)oppure solidi (legna o carbone di ogni tipo).

Fonte

Accademia Ue