Ecobonus 2019, quale sarà il destino degli incentivi fiscali del prossimo anno?

Comincia a delinearsi in queste ore la sorte degli Ecobonus 2019, scendono le percentuali di detrazioni dal 65% al 50%.

Nuove regole per le detrazioni fiscali 2019Il documento programmatico del Bilancio 2019 è stato inviato dal Governo a Bruxelles e contiene la proroga al 31 dicembre 2019 del bonus ristrutturazione del 50% e dell’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, sia di quelli detraibili al 65% che di quelli per i quali l’anno scorso l’aliquota è stata abbassata dal 65 al 50% (infissi, schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione almeno in Classe A e caldaie a biomassa).

Già dopo l’incontro congiunto di Confartigianato con il Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Enea, erano emersi due punti caldi all’ordine del giorno:

  • Proroga delle detrazioni Irpef del 65% e del 50% sui lavori di risparmio energetico ma con novità su requisiti e possibili modifiche agli sconti riconosciuti.
  • Nuovi limiti di spesa previsti per Ecobonus 2019 e già preannunciati a Luglio 2018, quando si è iniziato a ipotizzare che la spesa massima detraibile potrebbe essere calcolata in base al metro quadro o al kw, con conseguente riduzione dell’importo agevolabile con l’Ecobonus.

Fonte Informazione Fiscale

Per il portale Guidafisco.it è al vaglio anche la possibilità di un “ecoprestito”, un finanziamento a tasso agevolato per i cittadini con i redditi più deboli che altrimenti faticherebbero ad accedere alle detrazioni

Fonte Guidafisco.it

Ristrutturazione energetica e detrazioni: qual è la scelta migliore?

Con le tante incertezze legate alle sorti dell’Ecobonus 2019 la soluzione migliore è senza dubbio approfittare delle certezze che ci vengono garantite dall’Ecobonus 2018, valido ancora per pochi mesi e che può arrivare fino al 65% della spesa, mentre nel 2019 la percentuale scenderà al 50%.

Se stai pensando di ristrutturare casa in chiave di risparmio energetico affidati a un professionista come Da Re: possiamo offrirti una gamma completa di impianti con relativa manutenzione nel settore climatizzazione e riscaldamento, idraulico e elettrico.

Per conoscere tutte le opportunità legate alla ristrutturazione e riqualificazione energetica della tua abitazione non aspettare, chiamaci subito per una consulenza gratuita!

Rinnovo certificazione Iso: la qualità è di casa.

Iso 9001 Da Re Pordenone

 

Da Re rinnova la UNI EN ISO 9001:2015 per la CONDUZIONE E MANUTENZIONE DI IMPIANTI TERMICI anche in qualità di TERZO RESPONSABILE.

Per noi la qualità è un elemento imprescindibile: entriamo nelle vostre case, uffici, negozi, magazzini, condomini,aziende e vogliamo farlo sempre nel modo migliore.

Da noi dipende il confort degli ambienti in cui vivete, la pulizia dell’aria che respirate, la sicurezza degli impianti e la loro durata nel tempo.

Siamo i vostri consulenti, vi aiutiamo a scegliere la soluzione giusta per le vostre esigenze, ci occupiamo della manutenzione ordinaria e straordinaria, siamo i custodi spesso invisibili di uno dei beni più preziosi: l’aria che respiriamo negli ambienti interni.

Tutto questo ci riempie di orgoglio ma soprattutto di responsabilità: chi ci sceglie si affida a noi perché sa di poter contare su una squadra di professionisti seri, formati, aggiornati su tecnologie e nuove normative.

La certificazione UNI EN ISO 9001:2015 è un’attestazione ufficiale che garantisce la nostra mission: eseguire ogni lavoro a regola d’arte, nel massimo rispetto delle normative, dei dispositivi di sicurezza, dell’efficienza e della qualità.

 

Certificazione Uni En Iso Da Re Pordenone

 

Scarica UNI EN ISO 9001:2015 nuovo certificato di conformità n. SGQ 085/18

Pompa di calore, perché è una scelta vantaggiosa?

Riscaldamento a metano, gasolio, pellet o pompa di calore elettrica: qual è la scelta migliore?

Non sempre è facile orientarsi tra le tante informazioni che circolano sull’argomento.

Per qualcuno il metano rimane sempre la scelta più comoda e vantaggiosa, altri sostengono la convenienza del pellet, altri ancora rimangono tradizionalmente legati al gasolio, mentre sempre più persone sostengono la validità delle pompe di calore, alimentate a energia elettrica.

Ma, conteggi alla mano, qual è veramente l’opzione più conveniente?

Abbiamo confrontato le quattro opzioni più comuni, la caldaia a metano e a gasolio convenzionale, non a condensazione, la caldaia a pellet e la pompa di calore elettrica (vedere tabella).

Per ognuna di queste abbiamo provato a calcolare il costo medio per la produzione di 1kWh domestico. E’ una prova che ognuno può fare individualmente, basandosi sui propri consumi e le proprie tariffe: è sufficiente dividere il costo del combustibile consumato in un determinato periodo per il periodo stesso (ad esempio un mese).

Dai nostri calcoli, riportati in tabella, risulta che il sistema di riscaldamento più conveniente è senza dubbio la pompa di calore a energia elettrica, con un costo medio a kWh pari a 0,04 euro.

La medaglia d’argento va al riscaldamento a pellet con 0,07 euro per kWh, che però solleva il problema dell’inquinamento derivante dalla produzione di polveri sottili e dall’incertezza della provenienza della materia prima.

Il metano è la terza soluzione più conveniente con 0,10 euro per kWh, più del doppio della pompa di calore, mentre il gasolio chiude la fila con 0,17 euro.

Oltre alla convenienza di costo la pompa di calore elettrico godrà ancora dell’ecobonus, rinnovato fino al 31 dicembre 2018, con detrazioni fino al 65%.

Un ulteriore vantaggio legato alla pompa di calore è la nuova tariffa dell’energia elettrica, che vedrà il proprio compimento proprio a partire dall’1 gennaio 2018, quando l’attuale calcolo a scaglioni verrà definitivamente sostituito da un sistema di tariffazione lineare. Tradotto in parole semplici, gli alti consumi di energia elettrica non verranno più penalizzati e per tutti i clienti domestici si eliminerà ogni forma di progressività.

Oggi chi deve sostituire il vecchio impianto di riscaldamento ha tre motivi per installare la pompa di calore:

Ha il più basso costo di produzione di 1 kWh

Gode dell’ecobonus e delle detrazioni fino al 65%

Beneficia della nuova tariffa lineare dell’energia elettrica

Se vogliamo elencare anche altri motivi, non dobbiamo infine dimenticare la riqualificazione dell’edificio: per dare più valore al nostro immobile possiamo fare qualcosa di concreto, come aumentarne la classe energetica.

Ci sono diversi modi per elevare la classe energetica: intervenendo sull’involucro con cappotto e sostituzione infissi oppure agendo sugli impianti, in particolare sull’impianto di climatizzazione.

Ogni abitazione però ha le proprie peculiarità e ogni famiglia ha le sue esigenze specifiche. Per fare la scelta migliore occorre sempre farsi consigliare da un tecnico esperto e di fiducia.

Se volete maggiori informazioni sulle pompe di calore o in generale sui sistemi di riscaldamento e di raffrescamento consultate il nostro sito www.daresrl.it oppure contattateci al numero 0434 573456.

Corrente elettrica: le nuove tariffe premiano le pompe di calore

1 gennaio 2018: cambia la bolletta dell’energia elettrica!

Le nuove tariffe della corrente elettrica porteranno molti cambiamenti nei consumi energetici delle case italiane: dal primo gennaio 2018 spariranno i tradizionali consumi “a scaglione” risalenti agli anni Settanta e entrerà in vigore la “fascia unica”, più favorevole ai consumi elettrici rispetto ad altri consumi energetici e soprattutto favorevole all’utilizzo delle pompe di calore.

Tra pochi mesi esisterà quindi un’unica tariffa TD valida per tutti gli utenti domestici e nella bolletta elettrica non ci saranno più fasce di consumo.

I vantaggi della nuova tariffa dell’energia elettrica.

1. Efficienza energetica

Con una tariffa elettrica piatta verranno finalmente incentivati i miglioramenti in termini di efficienza energetica, oltre alle fonti rinnovabili. Il vettore elettrico è infatti quello più compatibile e integrabile con le fonti rinnovabili.

La riforma della tariffa consentirà di liberare il potenziale di installazione di apparecchiature elettriche efficienti (come ad es. pompe di calore, auto elettriche o piastre a induzione), fino a oggi frenate dagli eccessivi costi di utilizzo per la progressività della tariffa, consumi elettrici che potranno essere sostitutivi di quelli di altri vettori energetici (gas, gpl o altro), per loro natura “non rinnovabili”, portando anche a un risparmio complessivo oltre che ad una riduzione dell’inquinamento nei centri urbani.

Infatti chi, ad  esempio, per riscaldare la propria abitazione voleva utilizzare un’efficiente pompa di calore veniva penalizzato dalle più alte tariffe progressive.  Con la riforma, e quindi con una più stretta aderenza ai reali costi, potrà più liberamente scegliere se utilizzare la pompa di calore ad altissima efficienza senza essere penalizzato, magari risparmiando se, guardando all’intero bilancio energetico della famiglia, potrà utilizzarla per sostituire agli apparecchi a gas.

(fonte Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico)

2. Equità

Fino a oggi si è sempre “premiato” chi consumava meno, pensando in questo modo di favorire i meno abbienti e di far pagare i nuclei familiari più agiati. Questa falsa credenza era supportata dalla correlazione maggior consumi = maggiore disponibilità economica.

Ma, come spiega Assoclima, non è così:

Un lavoratore che vive solo oppure una coppia di lavoratori senza figli passa la maggior parte della propria giornata fuori casa. Se possiede un impianto di riscaldamento autonomo lo userà molto poco durante il giorno, con conseguente bolletta energetica molto bassa. Una persona anziana o un malato che invece passano molto tempo in casa dovranno tenere acceso il riscaldamento tutto il giorno, con conseguente aggravio dei costi in bolletta. Se seguiamo il ragionamento secondo il quale chi è più ricco consuma di più allora dovrebbe essere proprio quest’ultima categoria di consumatori a essere più ricca, perché ha sicuramente consumi maggiori.

Ovviamente non è così, anzi, chi è costretto in casa durante il giorno paga anche per la bolletta “leggera” del giovane lavoratore che consuma poco. Lo stesso discorso vale per le famiglie numerose, penalizzate dalla progressività tariffaria e dai sussidi incrociati. La riforma tariffaria cerca di mettere fine a questa distorsione, rimuovendo i sussidi incrociati e promuovendo allo stesso tempo l’efficienza energetica, danneggiata dalla struttura progressiva delle tariffe elettriche” (fonte Assoclima)

3. Facilità di comparazione delle offerte

Semplificando le tariffe, sarà più facile comparare le offerte sul mercato elettrico. A regime infatti l’eliminazione delle tariffe differenziate per scaglioni di consumo renderà più immediato il confronto, con costi espressi in modo più omogeneo, permettendo anche una maggiore comparabilità delle diverse offerte e una maggiore consapevolezza dei propri consumi.

Normativa installazione condizionatori: come evitare le multe

installazione condizionatori normativa

Chi si cimenta nell’installazione non incorrerebbe, unicamente, in una scorretta applicazione dell’apparecchio – che potrebbe causarne il malfunzionamento e/o la fuoriuscita dei gas fluorurati (gli F-gas, dannosi per l’ambiente) – ma anche in multe molto salate.

In questo articolo esaminiamo le nuove regole (gennaio 2016) per l’installazione e la manutenzione dei condizionatori.


Regole condizionatori: acquisto, installazione e manutenzione

Va benissimo cercare la convenienza durante la scelta di un condizionatore, ma molte persone, sbagliando, si improvvisano installatori oppure si rivolgono a persone che, installatori non sono (o che non sono in possesso delle certificazioni previste dal DPR 43/12). Tutto questo per risparmiare sull’installazione dell’apparecchio.

Nella realtà dei fatti questa pratica è sconsigliata. Chi acquista il condizionatore (o qualsiasi impianto di riscaldamento e climatizzazione) dovrebbe essere un professionista specializzato e abilitato all’acquisto di dispositivi che contengono F-gas. Ciononostante, ognuno è libero di acquistare autonomamente l’apparecchio, a patto che presenti una semplice autocertificazione al rivenditore con la quale dichiara che l’impianto verrà realizzato e collaudato da un operatore/installatore specializzato, titolare o dipendente di un’azienda certificata.

Più dettagliatamente, chi installa il condizionatore deve possedere:

  • lettera C della Nuova 46/90 (Decreto 22 gennaio 2007) Camera Commercio;
  • Certificazione aziendale e personale secondo il DPR N. 43 del 27 gennaio 2012 F-gas, con iscrizione al Registro Telematico Nazionale delle persone e delle imprese certificate.
  • Qualifica FER Fonti di Energie Rinnovabili, (dal 31/07/2016) a norma del comma 1, lett. f dell’allegato 4 del D.lgs n. 28/2011

Dopo la realizzazione dell’impianto sarà rilasciato al proprietario la dichiarazione di conformità dello stesso.

Il climatizzatore – per funzionare correttamente e non rilasciare sostanze nocive nell’aria – ha bisogno di manutenzione e, anche in questo caso, ci sono delle regole da rispettare:

  1. come per l’apparecchio, il privato non può acquistare le ricariche contenenti i gas refrigeranti;
  2. ogni apparecchio con potenza (superiore o uguale ai 12 kW) deve essere riportato nel Libretto d’Impianto, soggetto sottoposto ad interventi di manutenzione ordinaria e alla verifica dell’efficienza energetica esattamente come succede per le caldaie. Tutte queste operazioni devono essere rigorosamente eseguite da un operatore/manutentore certificato ed abilitato ad operare su apparecchi contenti gas fluorurati.

Il mancato rispetto della normativa sull’installazione dei condizionatori, potrebbe portare a sanzioni che vanno dai 7000€ ai 100.000€, per l’impresa, l’operatore e il proprietario dell’impianto.

Le cifre appena lette non ti devono allarmare. Non hai nulla di cui preoccuparti se, per l’installazione e la manutenzione del tuo condizionatore, ti rivolgerai ad aziende certificate, come Da Re S.r.l.

Proroga: contabilizzazione calore obbligatoria entro giugno 2017

normativa contabilizzazione del calore entro 2016

Proroga: contabilizzazione calore obbligatoria entro giugno 2017

E alla fine la proroga è arrivata: il Decreto Legislativo 102/2014 che prevede l’obbligo di contabilizzazione del calore per chi vive in condomini con impianto centralizzato ha subito una variazione del termine ultimo entro il quale effettuare l’adeguamento. Secondo il Decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244 la nuova data è il 30 giugno 2017 e da questa data scatteranno controlli con eventuali sanzioni molto salate (da 500 a 2.500€) sia per l’inquilino sia per l’intero condominio.

La norma, tuttavia non va demonizzata. Anzitutto il sistema di contabilizzazione calore permette un effettivo risparmio in bolletta attraverso la regolazione indipendentemente della “potenza” dei caloriferi delle varie stanze, inoltre la relativa installazione può godere delle detrazioni fiscali (recentemente prorogate) che la rendono veramente accessibile a tutti. Senza considerare il fatto che, con le diverse stanze alla giusta temperatura, il comfort in casa farà un vero balzo in avanti.

L’installazione obbligatoria dei contabilizzatori di calore riguarda tutti i condomini la cui fornitura energetica proviene da una rete di riscaldamento centralizzato. Il dispositivo sarà installato su ogni singolo termosifone o all’ingresso dell’appartamento collegato ad apposite centraline di rilevamento che registrano e contabilizzano i consumi dei singoli palazzi e unità abitative.

Un grande vantaggio che riguarda la contabilizzazione del calore è far pagare a ogni proprietario o inquilino l’energia effettivamente consumata nel suo appartamento, abbandonando la classica ripartizione delle spese per il riscaldamento secondo i millesimi di proprietà (più due aliquote per coprire, rispettivamente, i consumi dei locali comuni e le inevitabili perdite dell’impianto) e i costi fissi derivanti dalle attività di manutenzione degli impianti, secondo quanto stabilito dalla norma tecnica UNI 10200.

Per saperne di più basta un contatto senza impegno, vi risponderemo con la solita professionalità dei nostri tecnici.

 

Legge di stabilità 2016: si rinnova la detrazione fiscale con importanti novità!

detrazione fiscale 65% impianti di riscaldamento e climatizzazione

DETRAZIONE del 65% sugli acquisti

Prorogata fino al 31/12/2016 la detrazione fiscale del 65% per gli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, compresi quelli strumentali; salvo ulteriori proroghe dal 1° gennaio 2017 questa tipologia di detrazione rientrerà nell’ordinaria detrazione del 36% prevista per le “ristrutturazioni” delle abitazioni.

La detrazione ripartita in 10 quote annuali spetta non solo ai contribuenti Irpef ma anche ai titolari di partita IVA per i lavori di:

  • Riqualificazione energetica di edifici esistenti (detrazione massima € 100.000)
  • Installazione di pannelli solari per produrre acqua calda (detrazione massima € 60.000)
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (e di scaldabagno tradizionali) con scaldacqua a pompa di calore, di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione o alimentate da biomasse combustibili (detrazione massima € 30.000).

 


DETRAZIONE del 50% su Manutenzione e Ristrutturazione

Fino al 31 dicembre 2016 sarà possibile fruire della detrazione fiscale del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio su un importo massimo di spese agevolabili di 96.000 Euro per abitazione. I lavori che danno diritto alla detrazione sono, fra gli altri, quelli di manutenzione ordinaria (se realizzati nelle parti comuni condominiali) e di e di manutenzione straordinaria (comprendenti i lavori di realizzazione, integrazione, miglioramento tecnologico degli impianti nonché di risparmio energetico), restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle singole abitazioni.

Manutenzione Straordinaria comprendenti i lavori di realizzazione, integrazione, miglioramento tecnologico degli impianti nonché di risparmio energetico

Non cambiano i criteri di detrazione: spetta ai contribuenti Irpef che sostengano le spese (proprietari, nudi proprietari dell’abitazione oggetto degli interventi oppure titolari dei diritti di usufrutto, uso, abitazione, superficie); il beneficio spetta anche a locatari o comodatari e ai familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile; le spese devono essere pagate tramite apposito modello di bonifico; la detrazione deve essere suddivisa in dieci quote annuali.

 


Le novità della Legge di Stabilità 2016

La legge di stabilità 2016, in materia di interventi finalizzati all’efficienza energetica, prevede due nuove disposizioni fino al 31/12/2016:

  • per interventi condominiali di riqualificazione energetica, i contribuenti che si collocano nella “no tax area”, cioè la cui imposta sul reddito è “assorbita” dalla corrispondente detrazione IRPEF, potranno recuperare la detrazione spettante per quei lavori, cedendo il credito ai fornitori che hanno eseguito l’intervento (l’Agenzia delle Entrate ne fisserà le modalità con apposito provvedimento)
  • sono agevolabili con la detrazione del 65% anche le spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza (accensione, spegnimento, programmazione settimanale, monitoraggio dei consumi, ecc.) degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda e di climatizzazione delle abitazioni, per accrescere la consapevolezza dei consumi da parte degli utenti e migliorare l’efficienza funzionale degli impianti.

 

 

gestione pratiche detrazione fiscale

 

Direttiva ErP Ecodesign: dal 26 Settembre 2015 solo caldaie a condensazione

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Secondo quanto stabilito dalla Direttiva Europea Ecodesign, a partire dal 26 settembre 2015 potranno essere commercializzate solamente caldaie a condensazione.

Con il termine direttiva ErP (Energy related Products) si intende la Direttiva Europea 2009/125/CE che è stata introdotta con lo scopo di ridurre i consumi energetici nell’ambito del Protocollo di Kyoto, cioè l’accordo internazionale stipulato nel dicembre 1997 con l’obiettivo di contrastare il riscaldamento climatico globale.

L’Unione Europa, tramite il così detto “Piano Europeo 20 20 20” ha introdotto un insieme di misure studiate per ridurre le emissioni di CO2 ed aumentare l’utilizzo delle energie rinnovabili. L’obiettivo era quello di ottenere entro il 2020 una riduzione del 20% di emissioni di anidride carbonica, una riduzione del 20% dell’utilizzo di fonti di energia primaria e un aumento del 20% delle energie rinnovabili. Questo pacchetto di norme è contenuto nella Direttiva 2009/29/CE.

I regolamenti Ecodesign ed Ecolabel, inerenti la progettazione eco compatibile e l’etichettatura energetica, prevedono delle normative per consentire all’UE di raggiungere gli obiettivi del Piano 20-20-20.

Per quanto riguarda le caldaie di potenza inferiore o uguale a 400kW, la normativa Ecodesign prevede che a partire dal 26 settembre 2015 possano essere prodotte, messe in vendita sul mercato e installate solamente caldaie a condensazione.

Secondo la nuova normativa le caldaie convenzionali a camera stagna non potranno più essere installate in quanto non rispettano i requisiti minimi di rendimento, che vengono calcolati sul Potere Calorifico Superiore. L’unica eccezione ammessa è per le caldaie convenzionali non a camera aperta di tipo B utilizzate in caso di canne fumarie collettive ramificate in edifici multifamiliari.

In aggiunta la normativa Ecolabel prevede che le caldaie debbano essere abbinate a un’etichetta energetica (da A++ a G) in cui il consumatore possa trovare tutte le informazioni riguardo l’efficienza energetica.

Per maggiori informazioni sull’installazione di una caldaia a condensazione, potete contattare i nostri consulenti.

Sicurezza dell’impianto a protezione della tua casa

La combustione è un fenomeno di ossidazione, una reazione chimica in cui la sostanza combustibile si combina con l’ossigeno. Questo significa che per restare accesa una fiamma ha sempre bisogno dell’ossigeno presente nell’aria. Ad esempio, per bruciare un metro cubo di metano servono almeno 12 metri cubi d’aria: tale proporzione garantisce che tutto l’idrogeno e il carbonio del gas naturale si uniscano all’ossigeno per produrre anidride carbonica e vapore acqueo.

Se l’aria non è sufficiente, la combustione non è completa e dà origine al monossido di carbonio, un gas nocivo per la salute. È importante che gli impianti a gas siano ospitati in locali dotati di adeguate prese d’aria, la cui dimensione dipende dall’ubicazione e potenza degli apparecchi.

In Italia è in vigore il D.P.R. 74/2013 che disciplina la manutenzione delle caldaie
La legge garantisce la massima sicurezza dell’impianto qualora sia un tecnico abilitato ad effettuare un’accurata manutenzione, che rispetti le norme UNI-CIG prescritte dalla legislazione vigente.


Per garantire una corretta aerazione

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La presa d’aria che permette l’ingresso dell’aria necessaria alla combustione prelevandola dall’esterno deve essere proporzionata alla potenza degli apparecchi prelevanti aria dall’ambiente presenti nel locale e in ogni caso non inferiore a 100 cm quadrati.
Se il locale ospita un piano di cottura sprovvisto del dispositivo di sicurezza che blocca il flusso del gas in caso di spegnimento accidentale, la presa d’aria deve avere una superficie minima di 200 cm quadrati.

Oggi in commercio si trovano, caldaie, che prelevano direttamente dall’esterno l’aria per la combustione: non richiedono quindi la predisposizione di prese d’aria nel locale in cui vengono installati. Si tratta di caldaie a camera stagna, che hanno cioè il focolare a tenuta rispetto all’interno del locale. Sono molto sicuri e hanno il vantaggio di poter essere installati anche nei locali dove non è consentito l’uso degli apparecchi a camera aperta.


Controllo Fumi

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Un altro aspetto importante per assicurare un adeguato livello di sicurezza degli ambienti domestici è la funzionalità del sistema di scarico dei fumi. Se infatti i fumi non vengono completamente evacuati e ristagnano all’interno dei locali, in breve tempo può venire a crearsi una situazione poco salutare e potenzialmente pericolosa. Il motivo È semplice: la combustione del gas produce notevoli quantità di anidride carbonica, un gas non velenoso che però si sostituisce in parte all’aria impoverendola di ossigeno.

Inoltre, la mancanza di ossigeno dà luogo a una combustione imperfetta che libera monossido di carbonio un gas tossico. Per questo è importante che i fumi di combustione siano convogliati all’esterno attraverso camini, canne fumarie o altri terminali di scarico efficienti.


Criteri per garantire l’efficienza del sistema di uscita dei fumi

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Materiali, forme e dimensioni dei camini e delle canne fumarie devono rispettare le prescrizioni delle norme Uni–Cig.
Gli scaldabagno e le caldaie di nuova installazione devono possedere un dispositivo antiriflusso che ne blocca automaticamente il funzionamento in caso di guasto del sistema di scarico dei fumi.
Eseguire i test con gli appositi strumenti di rilevazione.


Gli obblighi di legge

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In Italia, per garantire la massima sicurezza degli impianti a gas sono stati definiti precisi criteri realizzativi cui le imprese installatrici abilitate devono attenersi per legge. Il D.P.R. 74/2013 che disciplina la materia:
Le opere di installazione, ampliamento e manutenzione degli impianti devono essere eseguite da imprese abilitate, in possesso di precisi requisiti tecnico–professionali.

Gli interventi effettuati dalle imprese devono essere eseguiti “a regola d’arte”, ovvero rispettare le norme Uni–Cig e quanto prescritto dalla legislazione tecnica vigente.

Al termine dei lavori di installazione, l’impresa abilitata è tenuta a rilasciare una Dichiarazione di Conformità che certifica la realizzazione o modifica dell’impianto secondo le normative di sicurezza

Queste regole sono valide per tutti gli impianti realizzati a partire dall’entrata in vigore della legge: 13 marzo 1990. Se invece il tuo impianto è stato installato in data anteriore, non ti è richiesta la Dichiarazione di Conformità, ma il semplice soddisfacimento dei “requisiti essenziali di sicurezza” come richiesto dalla norma UNI 10738: tali requisiti sono automaticamente assicurati se l’impianto è conforme alla normativa in vigore all’atto dell’installazione. Il D.P.R. 412/93 ( e successive modifiche ed integrazioni).


La valutazione di tutti questi aspetti va affidata a un tecnico specializzato

Da Re srl dispone di tecnici qualificati che possono effettuare sopralluoghi e consigliarti la migliore soluzione, puoi contattare il numero 0434 573456 e richiedere l’intervento a domicilio di un nostro tecnico specializzato.